Storia turistica: una guida di Stromboli dei primi anni Cinquanta

Pro Stromboli 1953 

 

Stampato nello Stabilimento tipolitografico I.R.E.S. di Palermo nel novembre 1953 (pp. 32, 12x17 cm) a cura dell’Ente Provinciale per il Turismo di Messina, l’opuscolo è prefato da don Antonio Di Mattina, al quale oggi è intitolata la piazzetta antistante la canonica di San Vincenzo. Parroco dal 1948 fino alla morte (1993), “don Antonino” fu nel dopoguerra il principale promotore del turismo strombolano, di cui intuì le potenzialità ospitando nella canonica parte della troupe di Rossellini impegnato nelle riprese del suo Stromboli. Il riferimento al film non solo è presente in Passeggiate ed escursioni nell’indicazione ai «luoghi dove Rossellini girò il film Stromboli, terra di Dio con Ingrid Bergman» ma si intravede in taluni passaggi descrittivi, come nella Sciara del fuoco: «la mente va dall'intuizione di Dio creatore e giudice, a quella della piccolezza, della fragilità e della caducità dell'uomo».

Il libretto della “Pro Stromboli” fu rieditato, con poche modifiche, lungo tutti gli anni Cinquanta anche in inglese, tedesco e francese. Proprio da un’edizione in francese (Arti grafiche Eoliane F. Fiorentino, Lipari 1959) ho tratto la copertina come immagine d’apertura. (c.r.)

 

 

STROMBOLI

L'Italia è bella dappertutto, nelle città, nei suoi cieli e nei suoi mari, nei suoi monti e nei suoi fiori; per contemplarla vi sono turisti che partono da lontani paesi e affrontano viaggi talora disagevoli. A costoro, a quelli che scendono dai paesi freddi e grigi del Nord, a tutti i turisti che da ogni regione della stessa Italia vengono a cercare il sole e l'azzurro del Mediterraneo può essere questa Guida.

L’isola dal vulcano sempre fumante, il più attivo d’Europa, ha visto in questi anni aumentare sempre più il numero dei forestieri provenienti da parti di verse, desiderosi di ricerche e di studio, appassionati di sport e, in ispecie, di pesca subacquea, amanti dei paesaggi pittoreschi e ancora poco noti, anelanti alla quiete e al riposo. Si è resa necessaria quindi una Guida, come questa, che nella presente edizione appare per la prima volta col titolo di «Guida di Stromboli». Anche ciò sta ad attestare il progresso e lo sviluppo compiuto dalla «Pro-Stromboli» nell'opera di valorizzazione turistica della «perla delle Eolie».

Lontana e intatta ancora dalla farraginosa e troppo tesa vita cittadina, immersa nel suo Tirreno, Stromboli attrae col fascino della vita primitiva, con l'incanto delle sue bellezze naturali, invita a vivere una magica parentesi.

Al turista, sia egli italiano o straniero, sia uno studioso o uno sportivo, sia poeta o «scout», questa Guida non vuole far conoscere Stromboli: vuole soltanto insegnargli, accennargli appena la via per capirne e sentirne le bellezze.

Se tale scopo sarà raggiunto, questo soltanto basterà come premio a un'iniziativa personale, nata con grande ardore e con grande fede, ma accompagnata anche da non poche difficoltà e fatiche.

 

Don Antonio Di Mattina

Presidente della «Pro Stromboli»

 

 

NOTIZIE GENERALI

A nord della Sicilia, a sud dell'ampia conca tirrenica, emergono dal mare più o meno alti ed estesi dei rilievi di origine vulcanica, a forma prevalentemente conica: essi costituiscono l'arcipelago eoliano, dal nome di Eolo dio dei venti, che, secondo la mitologia, ivi aveva sua dimora.

Una di queste emergenze vulcaniche è Stromboli: isola incantevole, caratteristica, col suo vulcano sempre attivo, quale «faro nella notte ai naviganti» come disse Strabone. È per la sua figurazione rotonda, simile ad una trottola, che i Greci la denominarono «Stromboli» (dal greco Stròmbos).

L'isola, di forma quasi trapezoidale, ha una superficie di kmq. 12,6; il vulcano a forma di cono si eleva a 926 metri sul livello del mare; esso appoggia su una piattaforma sottomarina che scende a più di 1200 metri di profondità. Il suolo isolano è di natura vulcanica, di tinta nerastra, formato di lave, tufi, scorie, lapilli e ceneri.

Questa «sì breve sponda» che il Tirreno orla di «bianca trina» con le sue onde, difesa da un'incantevole scogliera e da una spiaggia frastagliata con baie pittoresche e tranquille, si presenta al turista come un delizioso giardino.

Pochi luoghi come questo offrono tanta ricchezza di colori e tanta pace.

La posizione geofisica dell'isola, le sue chiare profondità marine, il vulcano costantemente attivo, il più alto d'Europa, in fase prevalentemente esplosiva, fanno di Stromboli una meta ambita dallo studioso in genere e specialmente dai cultori di vulcanologia, di geologia e di geofisica.

L'aria purissima, il cielo sempre sereno, la vita e i costumi sotto certi aspetti ancora poeticamente primitivi, offrono all'ospite una suggestiva, quasi misteriosa dimora. Qui lo spirito e le membra dell'uomo affaticato trovano pace e ristoro; colui che è ansioso di sapere trova materiale di studio e di ricerca.

Le casette caratteristiche di Stromboli, «come branco di pecore pascenti» adagiate ai piedi del ribollente vulcano, a forma cubica, di tipo arabo, quasi tutte bianche, spiccano nella fascia verde degli ulivi e dei vigneti che ricopre la base e circonda fino a metà la montagna: esse infondono nell'animo del visitatore una gaiezza festosa.

Ogni casetta ha il suo terrazzino che si protende sul mare o nel giardino o nel vigneto coltivato a pergolati bassi, a fior di terra. Ad aumentare l'attrattiva del luogo appaiono le macchie rosse del melograno, quelle bianche dell'arancio e del limone in primaverile fioritura, i tappeti di verdi capperi dal delicato fiore bianco-violaceo e dall'odore amaro, le siepi e i muri di fichi d'India per i viottoli di sabbia nera, e ginestre, ginestre dappertutto impregnanti di selvatico profumo l'aria.

 

Pro Stromboli 1953

 

 

CLIMA

 

Il clima è mite e saluberrimo: l'aria è di una purezza eccezionale; i freddi invernali e i calori estivi sono mitigati dall'influenza del mare.

 

 

CONDIZIONI DI SOGGIORNO

 

A Stromboli regna sovrana la quiete. La popolazione è semplice, parca, ospitale, buona, pulita e laboriosa. Gli strombolesi sono tenacemente attaccati alla propria terra. Molti sono gli emigrati, ma quelli che si debbono allontanare dalla terra che li ha visti nascere e crescere si sentono sempre avvinti da un legame indissolubile al suolo natio. Non appena hanno la possibilità, tornano volentieri tra le loro linde case e nella breve scogliera baciata dal sole e dal mare, ai piedi dell'ardente vulcano, testimone di soave intimità e di famigliari vicende.

L'alimentazione idrica è ottenuta raccogliendo le acque piovane; ogni casetta ha la sua cisterna. Le condizioni dell'alimentazione sono ottime: squisita la frutta, eccellenti i prodotti del suolo, dolcissima, succosa e abbondante l'uva, molto ricercali i vini. Tra questi degno di particolare menzione il malvasia, aromatico, dolce, autentico nettare degli Dei. La pesca è molto abbondante. Nella stagione estiva una spiaggia gaia e tranquilla accoglie un folto stuolo di bagnanti italiani e stranieri.

 

Pro Stromboli 1953

 

 

IL VULCANO

 

L'isola di Stromboli, dai turisti, è sempre stata considerata come una delle più ambite mete per l'interessante escursione alla zona craterica. Questa in realtà si apre a 700 m. di altezza; anticamente si apriva sulla cima (m. 926) dove si riscontrano avanzi del vecchio anfiteatro craterico detto Serra di Vancura (da Vancu, banco). Una valle di oltre 100 m. separa questa località da un'altra vetta più settentrionale detta impropriamente la Cima (918 m.) anch'essa parte di un cratere demolito. A nord-ovest di questa e oltre 200 m. più a valle, si apre l'apparato eruttivo limitato a est ed a ovest da due cospicue masse di conglomerato vulcanico, di solida lava e in parte di dicchi massicci, dette rispettivamente Faraglioni di levante e di ponente. Da questi discendono due creste alte divergenti, dirupate anch'esse, formate di banchi di lave, di conglomerati e dette: l'orientale, Filo del fuoco e l'occidentale, Filo di Baracana, che dal mare distano un buon chilometro l'una dall'altra.

A nord uno strapiombo chiamato la Sciara del Fuoco dove lapilli e scorie infocate, lanciati dal cratere, ruzzolano dall'alto fino al mare che lambisce direttamente lo strapiombo e ne provoca con le onde il graduale sgretolamento.

Il cratere presenta l'aspetto di un'ardente fornace. in piena attività. Le bocche attive sono varie e agenti con diverso ritmo. Alcune sono piene di magma fluido ed hanno getti, formati di sole scorie, così frequenti che si possono dire continui poiché si succedono a pochi secondi d'intervallo. Prima che ricadano le scorie di una esplosione salgono in alto quelle della seguente; si vede un getto continuo come in una vera fontana di fuoco, la cui incandescenza è così viva da vedersi in piena luce meridiana. Tale tipo di eruzione è chiamata eruzione stromboliana.

Normalmente il vulcano si mantiene in fase di deiezione e rari sono i suoi parossismi.

 

 

ESCURSIONE AL VULCANO

 

Si sale al cratere dal paese, in tre ore, percorrendo una comoda mulattiera che si inerpica passando gradualmente da una zona coltivata a fichi ad un'altra più elevata, dove allignano solo alte canne, ad una terza zona ancora, priva di vegetazione, il cui terreno friabilissimo è costituito di polvere di lava e materiale vulcanico disgregato.

Dalla vetta del vulcano si gode un magnifico panorama. Suggestiva, nel silenzio di lassù, è l'alba; incantevole è il tramonto.

È consigliabile servirsi, per l' escursione, della guida.

 

 

SCIARA DEL FUOCO

 

Una vasta parete obliqua, quasi a strapiombo, limitata da banchi lavici, larga decine e decine di metri, alta 700 metri circa, liscia, lucente, nerissima: ecco la Sciara del Fuoco. La si deve vedere dal piroscafo, alla prima luce del mattino, oppure al tramonto del sole, quando calano le tenebre, per pensare ai gironi infernali danteschi.

La Sciara ha allora un aspetto fantastico; il paesaggio, l'atmosfera circostante, tutto è a colori irreali, mutevolissimi, di leggenda strana e paurosa.

Quando poi dal cratere dello Stromboli scende per la china nerastra il fiume di fuoco, si prova sgomento: la mente va dall'intuizione di Dio creatore e giudice, a quella della piccolezza, della fragilità e della caducità dell'uomo. Giù dall'erto pendio scende il fiume di fuoco, si snoda lento, sinuoso, sprizzante rosso sul nero, s'arricchisce di massi che cadono, pare fermarsi, poi l'incandescente magma riprende a scendere, si ramifica per formare strane figure di mostri, di foci, di delta di fiumi.

L'atmosfera di fiaba misteriosa e terrificante diventa ancora più stupefacente ed irreale allorquando, dal cratere alla sommità della Sciara, vengono lanciati verso il cielo massi incandescenti che da notevole altezza ricadono come pioggia di fuoco. Lassù miriadi di scorie luminose come schegge di meteoriti sfavillano: più in basso un nembo ora scuro, ora roseo, ora rosso, fatto di cenere, di vapore e di fumo s'allarga, s'addensa e avvolge tutta la conca craterica. È una scena, questa, che richiama alla mente favolosi giuochi pirotecnici. Intanto giù per la Sciara, i rivi di fuoco continuano a serpeggiare, i blocchi incandescenti si frantumano come in mille gocce di fuoco, come le faville che sprizzano dal ferro rovente martellato sull'incudine. Infine il fuoco incontra il mare: lo arriccia sanguigno, poi, lentamente, in un tremulo luccichio, tutto si spegne al largo, nel buio.

 

 

ESCURSIONE ALLA SCIARA DEL FUOCO

 

Si può assistere allo spettacolo della Sciara dall'Osservatorio di Punta Labronzo (adiacente alla strada mulattiera che conduce al vulcano) e dal mare, in barca (25 minuti di tragitto).

 

 

GUIDA DEL PAESE

 

Il paese si divide in due villaggi: San Vincenzo Ferreri e San Bartolomeo, che presentano le medesime caratteristiche. Movendo dalla spiaggia di Ficogrande, luogo centrale dell'isola, dove approdano i piroscafi che collegano Stromboli con la Sicilia e la Campania, si incontra a pochi passi dalla banchina la sede del Turismo «Pro Stromboli» con il suo Ufficio Informazioni. Per una strada a scale si arriva al centro del paese. A destra si trova più avanti l'Asilo Infantile, opera dell'Ente per il Mezzogiorno, più avanti ancora sorge, su un poggetto dominante parte. dell'isola, la Chiesa di San Vincenzo veramente monumentale, a tre navate con decorazioni vistose. Dal piazzale alberato prospiciente la Chiesa, si gode un fantastico panorama. Si notano case bianche tra alte palme, per cui si ha l'impressione di trovarsi dinanzi ad un autentico paesaggio arabo. Al centro si nota un vecchio mulino sormontato da un camino dalle forme slanciate: il solo che si profili nel cielo dell'isola. Oltre alla Chiesa, dopo una lieve discesa, si estende una vasta spiaggia detta Scari, che forma una grande insenatura con una punta che si protende nel mare come una lancia: Punta Lena. ln alto, per una strada, si accede alla Vedetta della Marina, dove si gode un magnifico panorama.

Voltando a destra, dopo la salita a scale di Ficogrande, la strada conduce al Villaggio di San Bartolomeo. Anche qui la Chiesa, posta in una zona pianeggiante, è superba per la sua mole. Lungo il lido è un continuo susseguirsi di alte scogliere intercalale da spiaggette. Si incontrano la Grotta delle Cavazze e la Grotta di Eolo. Quest'ultima è la più famosa: si presenta con una entrata a ogiva e una cavità molto ampia. I giuochi di luce e di ombre vi producono fenomeni di rifrazione molto suggestivi. Questa grotta è un rifugio, un'oasi di pace, uno degli angoli più incantevoli del regno di Eolo. Addossate agli scogli o addirittura su questi si osservano case diroccate. Superstite a tanto sfacelo un mulino a vento. All'estremità del villaggio San Bartolomeo trovasi la strada che conduce all'osservatorio di Punta Labronzo e al vulcano.

 

Pro Stromboli 1953 

 

PASSEGGIATA A GINOSTRA E A LENA

 

Sulla costa nord-ovest dell'isola è Ginostra, tranquilla borgata di idilliaca grazia che si adagia in un vasto anfiteatro alquanto elevato. Si accede alla borgata attraverso gli scali di Lazzaro e Pertuso. Una scalinata a lunghe rampe si apre il varco nella parete di un precipizio e porta fino all'ingresso del paese dove si trova una piazzetta nella quale si innalza un artistico monumento dedicato ai Caduti per la Patria. Prossima alla piazzetta sorge la chiesa di San Vincenzo.

Dopo Ginostra la costa isolana, denominata Lena, è pianeggiante. Tra il verde diffuso degli ulivi, delle ginestre, dei fichi d'India, occhieggiano qua e là poche e minuscole case dalla forma originale cubica. Lena è meta di piacevoli scampagnate. Per accedere a Ginostra e a Lena unico mezzo consigliabile è la barca (un'ora di tragitto).

 

 

PESCA SUBACQUEA

 

Nei paraggi della scogliera abbonda il pesce e in special modo alla Sciara del Fuoco (cernie, saraghi, cefali, aricciole) e a Strombolicchio. Pesca buona si pratica anche vicino alla scogliera di Ginostra e nelle vicinanze di Lena. Il Goggler Club, Associazione di pesca subacquea di Milano, ha una piccola Casa per i suoi Soci.

 

 

ATTREZZATURA ALBERGHIERA

 

Albergo della Gioventù « Ostello Eolo »: Camere 4 - Posti: 10 per donne e 10 per uomini.

 

Alberghetto Rifugio C.A.I.: Camere 3 - Posti n. 4 per donne, n. 8 per uomini. Mensa: Sala di soggiorno.

 

Locanda San Domenico: Camere n. 4 posti n. 10.

 

Locanda Miramare: Camere n. 4 posti n. 10.

 

Locanda Belvedere: Camere n. 2, posti n. 6.

 

Locanda Stella: Camere n. 4, posti n. 12.

 

Locanda Lazzaro Spallanzani: Camere n. 4, posti n. 8.

 

Ogni locanda ha la sua piccola mensa per la consumazione dei pasti.

 

Villaggio dello Studente Europeo: Posti n. 50.

 

Pro Stromboli 1953

 

 

PASSEGGIATE ED ESCURSIONI

 

Escursione al vulcano (strada mulattiera).

Gita a Strombolicchio (in barca).

Visita ai luoghi dove Rossellini girò il film «Stromboli, terra di Dio» con Ingrid Bergman.

Visita alle due Chiese Parrocchiali.

Visione suggestiva del tramonto da osservarsi dall'Osservatorio di Punta Labronzo.

Visita alla Grotta di Eolo.

Passeggiata alla Vedetta della Marina e all'Osservatorio di Punta Labronzo

Gita in barca a Ginostra e a Lena.

Bagni sulla caratteristica spiaggia dalla sabbia nera.

Giro di circumnavigazione di Stromboli.

 

 

COME SI ARRIVA A STROMBOLI

 

Da Napoli ogni venerdì.

Da Messina ogni mercoledì e ogni venerdì.

Da Stromboli per Messina il sabato, la domenica e il martedì.

 

Pro Stromboli 1953

 

Informazioni e prospetti

Associazione Turistica «Pro-Stromboli» - Stromboli (Messina).

Ente Provinciale per il Turismo - Messina - Via Santa Maria Alemanna, 3 - Tel. 11.788.