L’Alto Adige nella letteratura italiana: un secolo di ritratti in romanzi, racconti, poesie.

 C. Romeo, Scorci di un confine, alphabeta 2023

 

Carlo Romeo

Scorci di un confine

L’Alto Adige in un secolo di letteratura italiana

 

Edizioni alphabeta Verlag, Merano 2023, pp. 352

ISBN 978-88-7223-399-3 www.alphabeta-books.it

 

 

Porta e vallo d’Italia, provincia anomala, luogo di conflitti e coesistenze, paradiso turistico, sereno idillio, angolo oscuro di selvagge passioni: tante immagini, reali e simboliche, si rincorrono in questo viaggio storico intorno ai ritratti dell’Alto Adige fissati nelle pagine di narratori, poeti, giornalisti e letterati di lingua italiana. Emerge così un nutrito repertorio di autori, storie, testimonianze e descrizioni di un variegato paesaggio naturale e umano, delle popolazioni che vi convivono, del loro peculiare “radicamento” e senso di appartenenza.

Entrata nei confini nazionali poco più di un secolo fa, questa contesa terra di transizione è stata oggetto inizialmente di rappresentazioni esogene e convenzionali, sbiadite o deformate, e di ordinarie polarizzazioni: tradizione/modernità, natura/cultura, tedesco/italiano e così via. Nel corso del tempo anch’esse si sono modificate, come sempre accade con l’approfondirsi di un rapporto. Si sono arricchite e meglio focalizzate in un confronto diretto e sempre più ampio con il vissuto del territorio, con i problemi di convivenza tra i gruppi linguistici e le metamorfosi della società, dell’economia e del tessuto culturale. Per questo Scorci di un confine intreccia molti fili che accompagnano quello letterario – la storia, la politica, il discorso pubblico – offrendo un’estesa panoramica sulla ricezione “italiana” di un lembo di frontiera pieno di fascino e contraddizioni.

 

 

La periodizzazione (dall’Introduzione)

 

La periodizzazione scelta privilegia passaggi storici che hanno inciso profondamente sulla società locale e in particolare sul rapporto della popolazione italiana con questo territorio. La prima parte (Cantare la nuova frontiera) – dopo un rapido cenno alle lotte nazionali nel cosiddetto “Tirolo storico” tra Ottocento e Novecento – copre il periodo che va dall’annessione (1919) alla fine della Seconda guerra mondiale. Esso è in gran parte segnato dalla politica culturale fascista e vi domina un’esigenza di documentazione nazionale. La letteratura nelle sue varie forme viene intesa sostanzialmente come uno dei tanti campi in cui si deve sviluppare la “missione” italianizzatrice: si tratti delle vel­leità letterarie dello stesso Ettore Tolomei, oppure delle novelle di “Atesia Augusta”, o ancora dei reportage turistici per avvici­nare la nuova provincia al pubblico nazionale. Tale produzione rappresenta generalmente un fenomeno esogeno, come gli ste­reotipi con cui gli autori (spesso su commissione) rappresentano l’Alto Adige. Si tratta comunque di una fase importante, perché vi si elaborano modelli che avranno lunga durata.

La seconda parte (Il monte e la città) comprende il lungo periodo che va dal secondo dopoguerra fino agli anni ottanta, ovvero alla definitiva stabilizzazione dell’assetto autonomistico uscito dal secondo Statuto di autonomia (1972). Una prima fase (anni cinquanta e sessanta) fa registrare un apparente pa­radosso: a fronte di una vasta produzione pubblicistica sul­l’Alto Adige, in corrispondenza dei momenti più caldi della questione altoatesina (crisi della Regione, discussione all’ONU, terrorismo), regna un pressoché assoluto “silenzio” sul piano letterario. Oltre a stabili iniziative editoriali, manca la conti­nuità di circoli artistici e letterari, con l’eccezione di Merano, connotata dal suo rango internazionale.

Inoltre, nei pochi esempi specificamente letterari di questo arco temporale si esprime un orientamento vòlto a modelli nazionali, in una di­rezione che prescinde dal confronto con la dimensione locale. Una seconda fase, coincidente all’incirca con gli anni settanta e la prima metà degli anni ottanta, sembra adeguarsi al concetto di “rispettosa vicinanza”, ricorrente espressione con cui nel di­scorso pubblico sudtirolese di allora si indicava l’indirizzo che si sarebbe dovuto tenere nel rapporto tra i gruppi linguistici, al fine di evitare i pericoli di una Mischkultur. Si tratta di un passaggio relativamente vivace, caratterizzato dalle spinte che provengono inizialmente dal mondo giovanile tedesco, ma che coinvolgono ben presto anche il campo italiano.

La terza e ultima parte (Paesaggi in movimento) è dedicata agli ultimi decenni e prende l’avvio dall’osservazione di due traiettorie divergenti e collocate su diverse prospettive. Da un lato, verso la metà degli anni ottanta, compare a livello politico e pubblicistico una “questione italiana” dentro l’autonomia al­toatesina. Infatti, la cesura istituzionale della seconda autono­mia (1972) rivela concretamente tutti i suoi effetti solo un decennio dopo. Si diffonde, per esempio, il termine di “disa­gio” per indicare la percezione da parte del gruppo italiano del­l’avvenuto ribaltamento del proprio status: da maggioranza (all’interno del nesso statale e regionale) a minoranza in seno a un’autonomia provinciale sempre più forte.

Dall’altro lato, nello stesso periodo, cominciano a mutare radicalmente le coordinate culturali sottese al discorso sulla provincia. La definitiva chiusura della controversia internazio­nale sull’Alto Adige (1992), i progressi dell’unificazione euro­pea, le rapide metamorfosi sociali ed economiche, dentro gli scenari di una globalizzazione sempre più pervasiva, finiscono con l’influenzare sensibilmente le rappresentazioni della realtà provinciale, sia all’interno sia all’esterno. Le polarizzazioni sino ad allora consuete (tradizione/modernità, natura/cultura, te­desco/italiano e così via) vengono ripensate, deformate, supe­rate. E di tutti questi processi la letteratura è stata ed è capace di fornire spesso un vivace sguardo.

Bolzano, ottobre 2022

 

 

SOMMARIO

 

Introduzione

PARTE PRIMA - CANTARE LA NUOVA FRONTIERA

1. Le Alpi di Druso

Una terra in cerca di autori - Poeti e lotte nazionali

Tra Ottocento e Novecento la lotta nazionale all’interno del Tirolo asburgico coinvolge anche la letteratura. – Dal mondo classico è ri­presa l’immagine delle Alpi come frontiera naturale. – L’autorità di grandi poeti del passato per un Alto Adige che ancora è solo un progetto.

 

2. Ettore Tolomei letterato

Geografia di conquista - Sulle impronte di Carducci - Dalla poesia al dialogo e al romanzo - Memorie di una lunga vita

Dramma epico latino, poesia, dialogo morale, romanzo storico, me­morialistica: oltre che al suo “Archivio” e alle battaglie politiche, l’“inventore dell’Alto Adige” si dedica a molti progetti letterari. – Espressi nei generi più diversi, i miti personali di Tolomei sono col­tivati in modo maniacale nel corso di una lunga vita.

 

3. Rivestire una nuova provincia

Spiegare l’Alto Adige - Un quotidiano stabile - Editoria e istituzioni

Le prime impressioni di giornalisti e scrittori sulla nuova terra an­nessa con la fine della guerra. – Il fascino esotico, le bellezze turi­stiche e il difficile problema nazionale. – La politica fascista, l’italianizzazione, l’immigrazione di italiani dalle “vecchie pro­vince”, infine la nascita di nuove strutture culturali, tra cui un quo­tidiano in lingua italiana.

 

4. Il tramonto del Ventennio

La breve stagione di una rivista - Di fronte alle Opzioni - Le novelle altoatesine - Tedesco, italiano o atesino? - Lo strappo in un paradiso di carta - Continuità e rimozioni - L’idillio meranese di un artista

Il brusco passaggio tra l’apogeo del consenso e il crollo del regime fascista. In mezzo, le Opzioni del 1939, la guerra, l’annessione al Reich. – Svanisce all’improvviso il “paradiso altoatesino”, sul quale si è cominciato a scrivere novelle, insieme alla facciata di un Alto Adige “italianissimo”.

 

PARTE SECONDA - IL MONTE E LA CITTÀ

 

1. Cicatrici di guerra

Una nuova minoranza - Trincee di carta stampata - Il filone resistenziale

Durante l’annessione “mimetizzata” al Reich (1943-45) gli italiani dell’Alto Adige si percepiscono come gruppo debole e minacciato. – Finita la guerra vera e propria, ne comincia un’altra, etnica, com­battuta quotidianamente sulla stampa. – Affiorano le sofferte me­morie della Resistenza assumendo spesso forma letteraria.

 

2. La provincia straniera

Un pianeta oscuro - Storie di ordinaria ostilità - L’oasi dell’internazionale Merano - Due culture di periferia

La crisi della “prima autonomia”, seguita dagli attentati, porta l’Alto Adige sotto i riflettori della pubblicistica. – Il suo racconto è con­trassegnato dalla difficile convivenza etnica. – L’attività culturale in provincia appare stagnante e periferica, con l’eccezione della perla turistica meranese.

 

3. Una rispettosa vicinanza

Letteratura e dissidenza - Gli anni delle poesie - Una linea bolzanina - Le radici del presente - Terra di leggende e magia

Insieme alla pacificazione istituzionale, la “seconda autonomia” porta con sé un modello di separazione etnica contestato dalle gio­vani generazioni. – Tra gli anni settanta e i primi ottanta fiorisce l’associazionismo letterario italiano, legato soprattutto alla poesia. – Nella narrativa lo sguardo comincia a posarsi sul passato e sul pre­sente del territorio.

 

PARTE TERZA - PAESAGGI IN MOVIMENTO

 

1. Centrifughi e centripeti

Trasparenti in una convivenza rinviata - Dentro una storia comune - Il mondo dietro l’angolo - Un orizzonte glocale

Mentre l’autonomia provinciale si rafforza sempre più, dalla metà degli anni ottanta si apre il dibattito sul “disagio” italiano. – Una “nuova storia”, lontana dalle passate strumentalizzazioni, coinvolge anche gli italiani. – Parodie e travestimenti intorno a un’“isola fe­lice”, con molti muri e pochi ponti. – Il volto della provincia si rin­nova tenendo insieme tradizione e modernità.

 

2. Dal rosa al nero: l’Alto Adige dai mille volti

Vacanze, amori e rinascite - Giallo tra i monti - Terra di orrore - L’Alto Adige sul palcoscenico

Accanto o al di fuori dei “classici” temi del confine e del conflitto etnico, il paesaggio fisico e antropico dell’Alto Adige viene assunto come sfondo per i più svariati generi. – Nei romanzi “rosa” l’idillio montano è un salutare farmaco alle nevrosi cittadine. – I “gialli”, talora sulla scia della cronaca, indagano crimini grandi e piccoli sotto il velo di una ordinata e tranquilla vita di provincia. – Nei thriller e negli horror il male prorompe come una nemesi dall’oscu­rità di un mondo arcaico e selvaggio.

 

3. Una piccola storia per il grande pubblico

Aspetti vincenti e avvincenti - Attraverso le bufere del Novecento - Sentimenti lungo i secoli

Grazie al successo di alcuni romanzi il tormentato e semisconosciuto Novecento di una terra di vacanze raggiunge il pubblico nazionale. – Le narrazioni a sfondo storico coinvolgono scenari man mano più lontani nel tempo, sull’onda del fascino di personaggi e vicende tra storia e leggenda.

   

4. La lingua, codice e metafora

Le lingue degli altri - L’italiano altoatesino - Contaminazione e plurilinguismo - Ponti di lettere

Il bilinguismo in provincia come problema e come risorsa. – Lo “strano” italiano parlato in Alto Adige da chi vi è nato e cresciuto. – La presenza dell’altra lingua nella rappresentazione e nella scrit­tura letteraria, fra traduzione, contaminazione, metafora.

 

Indice dei nomi